La porta venne chiusa con l'arrivo del tramonto dall'ultimo arrivato.
Con lo strattone per far scattare la serratura scappò un pugnetto di polvere che trovò la libertà ed ebbe la possibilità di avventurarsi per la città. Tutto era finito in modo ameno così come era iniziato qualche ora prima, nessuno era diventato più ricco ne economicamente ne personalmente.
Filippo ancora leggermente intontito chiudeva e apriva le palpebre rapidamente per abituare gli occhi al colore differente e più forte che il cielo aveva.
Qualcuno di quelli convocati a quella strana adunanza si accese una sigaretta per far scemare più che la tensione la noia che si era accumulata in quel pomeriggio estivo.
Qualcuno contava gli spiccioli nel fondo dei pantaloni cercando ansiosamente un bar o qualcosa che gli assomigliasse dove poter correre a prendere qualcosa da bere. Abituatisi alla luce gli occhi di Filippo gettarono uno sguardo verso un confine limitato anche dalla sua miopia sperando di intravedere il suo amico Luis per sapere cosa gli fosse accaduto dopo la sua fuga improvvisa da quella stanza e per raccontargli quello per il quale erano stati chiamati, anche se quella riunione non era stata esattamente all'altezza delle loro aspettative. Adesso vicino a quella vecchia porta non era rimasto nessuno, così Filippo decise per i quattro passi che lo avrebbero riportato verso casa.
Non si voltò mai indietro ne per curiosità o disprezzo camminò senza sosta fino alla sua abitazione, gli occhiali puliti sul naso e nessun pensiero.
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