Luis stava occhi al soffitto disteso sul suo letto incantato pensando qualcosa che al mondo non era dato sapere. Erano passate due manciate di minuti e l'unica cosa che lo rendeva vivo era il movimento lento dell'addome che a tempo col respiro gli permetteva di esserci.
A vederlo da qui la curiosità di sapere dove stava vagando e con chi era infinita.
E come vuole il buon senso dopo il grande caldo deve per forza esserci un po' di frescura che stavolta è portato dalla pioggia che quando cade copiosa si perde anche sopra i vetri delle finestre degli appartamenti e rende difficile la vista al di fuori. Ma a Luis tutto questo non importava, non era interessato dalle fughe delle persone in strada per cercare un riparo sotto qualche tettoia o dentro l'androne di qualche portone. Forse l'unica cosa che gli passò di mente, interrompendo quel vortice di pensieri, fu quella di vedere se nella pozzanghera che si era venuta a creare proprio nella piazza davanti casa era possibile vederci navigare una piccola barchetta di carta e vedere quanto tempo ci avrebbe messo ad affondare o se forse non fosse affondata mai... la sua barchetta di carta.
Gli occhi fissi al soffitto si mossero solo per quel pensiero. Con uno scatto si mise seduto sul bordo del materasso, cercò le scarpe, un giornale e le chiavi di casa e messe le prime e prese le altre due si diresse verso la porta, la chiuse e scese verso la piazza.
Intanto il sole incuriosito si fece largo tra qualche nuvola e rischiarò quel momento.
Nessun commento:
Posta un commento