...i suoi occhi sono bellissimi. Peccato!
Peccato che non siano solo miei... ogni tanto volano i pensieri e si crano piccoli scorci di quello che non potrebbe essere.
Si vestono abiti bellissimi, ci si specchia in un giorno e si fanno facce strane.
Si consuma un caffè strofinando quattro chiacchiere leggere e poi ci si saluta con un sorriso, il più delle volte.
Il resto rimane lì, come una bugia. Soffocata e poi abbandonata.
Scivola tutto come fosse normale, come se tutto dovesse andare così, come se tutto fosse già scritto su un copione che dobbiamo solo leggere, neanche imparare a memoria.
Sotto tutto questo, non mi attendo certo risposte. Non ho niente da chiedere che si possa chiedere. Ho tanto da chiedere di quello che invece devo tenere per me.
Non si può avere sempre tutto, non si riceve mai quello che si vorrebbe.
Alcuni danno per scontato quello che hanno, alcuni lo hanno scontato quello che hanno avuto.
Le cose però scorrono ed è un bene. E' come saltare una pozzanghera ma poi finirci dentro.
Sarebbe bello vedere la terra dalla luna. Ci troverei i suoi occhi, il suo sorriso, il suo arrossire dolce.
Rare tracce. Che come impronte sulla sabbia il mare prima o poi porta con se.
Strano lo specchio a volte riflette quello che non riusciamo a vedere.
giovedì 21 febbraio 2008
giovedì 27 dicembre 2007
E' finita...
E' finita.
E' finita la giornata, è finita la settimana ed è finita anche una piccola storia.
Una piccola storia che non ho raccontato a nessuno. Ho tenuta tutta per me.
L'ho tenuta con me perchè non ne ero sicuro, o meglio ne ero sicuro all'inizio poi ho cominciato a vacillare e a perderne i pezzi per strada. Ne perdevo un pezzettino ogni sera che rientravo.
All'inzio mi sentivo sereno e beato, a volte anche felice. Però passo dopo passo la strada diventava sempre più tortuosa ed anche le cose più belle finivano per diventare orribili.
Non ci si capisce mai tanto o non ci si capisce nulla.
Avrei voluto che non morisse in questo modo, però ad essere sincero dopo un po' di tempo non ne sento la mancanza, mi sento sereno. Forse perchè non credo di avere troppe colpe, mi sarebbe piaciuto finisse in modo diverso, non pensavo alla fine forse per questo non l'avevo mai immaginata e non me l'aspettavo così...
Niente è per sempre, dicono!
Intanto sta finendo anche quest'anno... manca così poco alla fine...
E' finita la giornata, è finita la settimana ed è finita anche una piccola storia.
Una piccola storia che non ho raccontato a nessuno. Ho tenuta tutta per me.
L'ho tenuta con me perchè non ne ero sicuro, o meglio ne ero sicuro all'inizio poi ho cominciato a vacillare e a perderne i pezzi per strada. Ne perdevo un pezzettino ogni sera che rientravo.
All'inzio mi sentivo sereno e beato, a volte anche felice. Però passo dopo passo la strada diventava sempre più tortuosa ed anche le cose più belle finivano per diventare orribili.
Non ci si capisce mai tanto o non ci si capisce nulla.
Avrei voluto che non morisse in questo modo, però ad essere sincero dopo un po' di tempo non ne sento la mancanza, mi sento sereno. Forse perchè non credo di avere troppe colpe, mi sarebbe piaciuto finisse in modo diverso, non pensavo alla fine forse per questo non l'avevo mai immaginata e non me l'aspettavo così...
Niente è per sempre, dicono!
Intanto sta finendo anche quest'anno... manca così poco alla fine...
mercoledì 24 ottobre 2007
Alla fine della fiera...
...Luis aveva capito che forse qualcosa stava cambiando.
Si perdevano pezzi di quello che fino a quel momento avevano composto il suo puzzle e pezzi che aveva cercato e inserito nel posto esatto. Era stato un lavoro certosino, pulito ma non sempre ordinato.
Aveva il coraggio di chi inizia e la paura di chi vede quasi finita una fatica.
Oggi finisce, domani si ricomincia da capo. Oggi finisce, domani chissà...
C'era molta calma intorno, aveva quasi la sensazione che tutto intorno fosse irreale.
C'erano i sorrisi, le smorfie, le grida di chi aveva condiviso qualcosa, un pezzo di vita.
C'erano i saluti e gli abbracci, c'erano amici e non solo... c'era qualcosa di più...
C'era anche lei!
C'era in lei qualcosa di perfetto, lei c'era o ci sarebbe stata. Forse.
Luis aveva capito che la vita a volte promette cose che ha volte non mantiene. A volte ti fa sedere ad aspettare e ti prende in giro. Gioca con te e tu devi giocare, se la vuoi capire.
Ma capire a volte può anche non servire a volte serve sperare all'ombra di un cortile.
Ti viene destinato qualcosa che devi mettere in tasca e sapere che sta lì...
Luis qualche dubbio l'aveva ma davanti ai suoi occhi spariva. A volte si sentiva chiamare a volte voleva chiamare lui, anche urlando.
Alla luce del fuoco qualcosa cambia lo sguardo. Alla luce del fuoco è bello sentirne il calore sul viso.
Alla fine della fiera si torna sempre a casa avendo comunque comprato qualcosa, anche solo un minuto di più.
Alla fine della fiera si torna sempre verso casa anche da strade diverse... ma si torna!
lunedì 1 ottobre 2007
Sincero
La giornata iniziò dal momento che aperti gli occhi, Luis, si ritrovò nella testa una semplice domanda: "io sono stato sincero, e tu?"
Era una domanda che probabilmente non aveva un destinatario preciso ma era quello che avrebbe voluto chiedere a bruciapelo ad un po' di persone.
Soprattutto ad una persona, soprattutto non avrebbe mai ottenuto una risposta sincera.
Sicuramente, pensò Luis, è da una domanda simile che le strade di molti si dividono.
Perchè quando ci si permette di fare una domanda simile qualcosa sicuramente si rompe e quello che si rompe è rotto e non ha senso aggiustarlo.
E' logico pensare che la verità delle cose non ha una direzione unica ma molte volte è anche giusto credere che la verità delle cose sia quella che ci rende più lucidi nel capire in che modo stiano andando le situazioni.
Ultimamente le occasioni che si presentavano a Luis non erano per nulla malvagie, ma non essendo troppo sereno non riusciva a gustarle appieno.
Le accarezzzava distratto, le vezzeggiava ma non le assaporava.
Forse, e dico forse, non valeva neanche la pena soffermarsi troppo a lungo su una situazione, appunto precaria, che col tempo sarebbe rimasta una semplice situazione.
Però lui aveva voluto essere sincero, nella speranza di ottenere almeno lo stesso trattamento.
Ma così non fu...
Andò tutto in modo differente da quello che lui avrebbe voluto e sul quale aveva anche un pò fantasticato. Chissà con quale diritto poi...
Già! i diritti, si dice che ognuno di noi ne ha qualcuno al quale dover obbedire. Però alla fine non si riesce mai bene a capire quali siano e ci si perde ad obbedire a tante cose che non risultano neanche appartenerci.
Bisogna essere più egoisti, ipocriti, menefreghisti? Chissà...
Forse bisognerebbe pensare che a volte, di fronte a noi, ci sono delle persone che provano dei sentimenti e che quei sentimenti, il più delle volte, non sono da demonizzare, forse da ascoltare.
mercoledì 26 settembre 2007
Uno dei due
Matis era tornato dalla lontana Londra da poco meno di un giorno ed era quasi un obbligo piacevole chiamare Luis e passare qualche ora insieme davanti a una birra per scambiare alcune parole e qualche risata.
I sei mesi dall'ultimo incontro sembravano essere passati veloci come una tirata di naso, però in quel lasso di tempo alcune cose erano cambiate.
Luis aveva incontrato Marta.
Si erano sentiti telefonicamente nel primo pomeriggio e si erano dati appuntamento per la sera.
Uno dei due avrebbe preso la macchina e sarebbe passato a prendere l'altro.
Incontrarsi era come aprire un diario e scrivere una nuova pagina a quattro mani.
Si erano conosciuti quasi quindici anni prima a casa di un ex amico comune e il tempo aveva scolorito o cancellato il contorno nel quale erano rimasti loro due e qualche tratto di penna non bene definito che scrutato bene poteva essere riconosciuto.
La sera era entrata prepotente, come faceva da qualche tempo ed oggi più in anticipo di ieri.
Luis uscì con un largo anticipo per il solito infinito traffico che avvolgeva la città e che lo avrebbe trattenuto per un dignitoso ritardo.
Salutò i suoi con un filo di voce nascosto dal volume del televisore non attendendo nemmeno la risposta che non sarebbe mai arrivata.
Sceso in strada cercò di ricordare dove poteva aver lasciato la macchina il giorno precedente.
Passarono un paio di minuti e poi illuminato si diresse sicuro verso il posteggio comunale...
I sei mesi dall'ultimo incontro sembravano essere passati veloci come una tirata di naso, però in quel lasso di tempo alcune cose erano cambiate.
Luis aveva incontrato Marta.
Si erano sentiti telefonicamente nel primo pomeriggio e si erano dati appuntamento per la sera.
Uno dei due avrebbe preso la macchina e sarebbe passato a prendere l'altro.
Incontrarsi era come aprire un diario e scrivere una nuova pagina a quattro mani.
Si erano conosciuti quasi quindici anni prima a casa di un ex amico comune e il tempo aveva scolorito o cancellato il contorno nel quale erano rimasti loro due e qualche tratto di penna non bene definito che scrutato bene poteva essere riconosciuto.
La sera era entrata prepotente, come faceva da qualche tempo ed oggi più in anticipo di ieri.
Luis uscì con un largo anticipo per il solito infinito traffico che avvolgeva la città e che lo avrebbe trattenuto per un dignitoso ritardo.
Salutò i suoi con un filo di voce nascosto dal volume del televisore non attendendo nemmeno la risposta che non sarebbe mai arrivata.
Sceso in strada cercò di ricordare dove poteva aver lasciato la macchina il giorno precedente.
Passarono un paio di minuti e poi illuminato si diresse sicuro verso il posteggio comunale...
La barca di carta
Luis stava occhi al soffitto disteso sul suo letto incantato pensando qualcosa che al mondo non era dato sapere. Erano passate due manciate di minuti e l'unica cosa che lo rendeva vivo era il movimento lento dell'addome che a tempo col respiro gli permetteva di esserci.
A vederlo da qui la curiosità di sapere dove stava vagando e con chi era infinita.
E come vuole il buon senso dopo il grande caldo deve per forza esserci un po' di frescura che stavolta è portato dalla pioggia che quando cade copiosa si perde anche sopra i vetri delle finestre degli appartamenti e rende difficile la vista al di fuori. Ma a Luis tutto questo non importava, non era interessato dalle fughe delle persone in strada per cercare un riparo sotto qualche tettoia o dentro l'androne di qualche portone. Forse l'unica cosa che gli passò di mente, interrompendo quel vortice di pensieri, fu quella di vedere se nella pozzanghera che si era venuta a creare proprio nella piazza davanti casa era possibile vederci navigare una piccola barchetta di carta e vedere quanto tempo ci avrebbe messo ad affondare o se forse non fosse affondata mai... la sua barchetta di carta.
Gli occhi fissi al soffitto si mossero solo per quel pensiero. Con uno scatto si mise seduto sul bordo del materasso, cercò le scarpe, un giornale e le chiavi di casa e messe le prime e prese le altre due si diresse verso la porta, la chiuse e scese verso la piazza.
Intanto il sole incuriosito si fece largo tra qualche nuvola e rischiarò quel momento.
SMS
C'ho messo quasi mezz'ora per scrivere questo sms, scrivo, cancello riscrivo e mi domando se quello che ho scritto possa andare bene.
Se continuo così non lo invierò mai.
Quante parole curiose e quante indecisioni e soprattutto quanta paura. Il cuore ha aumentato a battere e a volte lo sento quasi in gola è impossibile riuscire a controllarsi.
Cosa faccio, lo invio? Dico basta e lo invio?
Forse, poi Marta non capirà quello che voglio dirle e il modo in cui leggerlo, potrebbe interpretare in modo diverso quello che c'è scritto e allora tutto sarebbe inutile.
Ci sono troppe cose che ancora non so, che dovrò sapere, però per adesso tutto questo è bellissimo e mi piace!
Ho deciso! spingo quel tastino ed invio questo messaggio, in fondo possono accadere solo due cose, che mi risponda o no!
Inviato...
Se continuo così non lo invierò mai.
Quante parole curiose e quante indecisioni e soprattutto quanta paura. Il cuore ha aumentato a battere e a volte lo sento quasi in gola è impossibile riuscire a controllarsi.
Cosa faccio, lo invio? Dico basta e lo invio?
Forse, poi Marta non capirà quello che voglio dirle e il modo in cui leggerlo, potrebbe interpretare in modo diverso quello che c'è scritto e allora tutto sarebbe inutile.
Ci sono troppe cose che ancora non so, che dovrò sapere, però per adesso tutto questo è bellissimo e mi piace!
Ho deciso! spingo quel tastino ed invio questo messaggio, in fondo possono accadere solo due cose, che mi risponda o no!
Inviato...
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